sabato 13 febbraio 2010

Vagabonding/ Libri e viaggi


MOSCA-PECHINO IN TRANSIBERIANA, MA SENZA PARTIRE

E' un attraversamento disincantato di spazi che a dispetto della globalizzazione riescono ancora a sorprendere, quello di Cagnan. Troppo fagocitato il ritmo, per concedere placide immersioni nei luoghi. Note impressionistiche, dunque, che aprono finestre su realtà e scenari lasciando intatta la curiosità di chi ne fruisce. E' anche questo un modo per fare "letteratura di viaggio", disseminando nel racconto diaristico spunti-stimolo per possibili approfondimenti. Garantendo che, comunque sia, ne vale la pena.

Roberto Duiz su Alias, supplemento del Manifesto

lunedì 25 gennaio 2010

Transiberiana: mito in valigia

Dice Tolstoj da qualche parte nell’Anna Karenina che il destino del popolo russo è quello di conquistare e civilizzare con i suoi contadini le grandi terre a Est. È il loro lontanissimo Far East, così come la conquista dell’ovest nordamericano ha determinato la storia e la cultura degli Stati uniti. Solo che, a differenza della West Coast, dove a un certo punto i cowboy si sono dovuti fermare causa oceano e adesso ci sono i Mc Donalds, i territori a sinistra di Mosca – che poi, ricordiamocelo, sono la stragrande maggioranza del paese – sono ancora di fatto, soprattutto nell’immaginario nostro e loro, terra di conquista e di mistero. Una grande macchione verde sul mappamondo. Tagliato da una linea ferroviaria-mito.

Transiberiano è il campo d’azione di Paolo Cagnan, giornalista e viaggiatore veneto (regione di esploratori) che nelle “Cronache semiserie” di Con tutti i posti che ci sono, parte sull’unica ferrovia che si vede dalla luna. Vuole scoprire cosa c’è di vero dietro i tanti miti della frontiera euroasiatica e anche, come molti noi, cosa sta succedendo nell’ex Urss, il grande mistero politico-geografico di questi anni. Il suo piccolo libro è divertente perché ispirato e ironico, pieno di dati interessanti – ad esempio quelli sull’inquinamento e la circolazione di rifiuti tossici – e perché ci racconta un turismo autarchico e in controtendenza.

Cagnan sceglie volutamente di viaggiare in modo lento e disagiato, non particolarmente economico. Nell’epoca in cui ogni secondo degli all inclusive è programmato, si condanna a guardare per ore lo stesso bosco scorrente di betulle, se non addirittura lo stesso cartello in cirillico, fermo in una stazione per l’ennesimo controllo di confine. E se in altri più coreografici continenti anche i paesaggi si valutano in euro lui snobba hotel e centri storici e va dormire nei B&b – o con lo scambio-caso – nelle periferie. È così che si incontrano i russi di oggi. I russi che in treno mangiano e bevono, ridono e fanno la doccia.

Con pazienza e grande apertura mentale, Cagnan smonta attraversando la Comunità degli stati indipendenti e poi la Mongolia stereotipi e sentito dire. Vince perfino il tic snobista di tanti scrittori-viaggiatori, e arriva a sopportare l’idea di non essere l’unico a viaggiare così, accettando che i viaggiatori transiberiani siano oggi una piccola tribù, in parte italiana. Gente che il gran viaggio lo fa da giovane e alternativa o da neopensionato iperattivo, o come coronamento del sogno di una vita. Un po’ ne conoscerete anche attraverso il blog dell’autore o attraverso piccoli tour operator specializzati come metamondo o Transib. Un libro perfetto anche per conoscere la collana Vallecchi Off the road. Fra i cui titoli mi stuzzicano anche L'Atlante americano di Giuseppe Antonio Borgese e il Viaggio in Etiopia e altri scritti africani di Malaparte/La Foglia…

Gianfranco Raffaelli, Viaggi di Carta
Corriere della Sera

http://viaggidicarta.viaggi.corriere.it/

lunedì 21 dicembre 2009

Misteri circensi


Ho scattato questa foto nel cimitero di Novodevichy, accanto allo splendido monastero. Mi sembrava il monumento all'ubriacone, o qualcosa di simile. L'altra sera, alla presentazione di "Con tutti i posti che ci sono..." a Palazzo Roccabruna a Trento, una gentile e simpatica signora ucraina mi ha detto di chi si tratta. "E' un signore famoso, l'ex direttore di un circo molto conosciuto". Mi ha anche detto il nome, ma nella sorpresa della rivelazione... me lo sono scordato. Accanto alla statua, anche se nella mia foto non si vedono, c'erano anche un cagnolone accucciato, e una bottiglia - penso di vodka. Mi avevano colpito i fiori freschi. E adesso mi piacerebbe sapere chi è quell'altro signore sullo sfondo, questa volta in piedi...

mercoledì 16 dicembre 2009

Recensionismi


Lo sguardo leggero e divertito con il quale l'autore cuce il suo diario restituisce ad un altro viaggio, forse ancora più lungo: quello che porta a rivedere se stessi e a sorridere del proprio stile di vita, che vorrebbe essere essenziale, ma finisce con il caricarsi di tanza zavorra. E non solo materiale...
(Vita Trentina)

Un diario di viaggio che ti prende con un linguaggio diretto, e più che in una lettura ti fa sentire immerso nell'ascolto di un viaggiatore che racconta
(Alto Adige)

Cagnan descrive, con ironia e freschezza, un viaggio davvero insolito
(Trentino Mese)

Realistico, ben documentato e ironico reportage da Paesi difficili che, comunque, vale sempre la pena diconoscere
(Itinerari e luoghi)

Si beve d'un fiato questo viaggio. Popolato da personaggi strani, controllori improbabili, contrabbandieri caucasici, ragazzine in minigonna, scienziati che studiano il lago Bajkal, guardie di confine che a stento parlano russo o cinese, turisti (pochi e sperduti), ex ufficiali dell'Armata rossa, giovani in skateboard, tracce di disastri ambientali, miniere di carbone clandestine, tassisti da raccomandarsi l'anima al cielo
(Carlo Martinelli, Trentino)

Uno sguardo leggero e divertito, arguto e mai superficiale su uno dei luoghi più affascinanti e surreali da visitare
(Brescia Oggi)

Cagnan è partito ed è grazie a questo suo "sacrificio" che oggi abbiamo modo di ritrovarci tra le mani un gran bel libro di viaggi, un libro direi diverso dalla media del genere perché non ricerca effetti speciali, non indulge in facili esotismi, piuttosto si dimostra schietto fino alla crudezza
(Paolo Ciampi, ilibrisonoviaggi)

Il viaggiatore indipendente è un tipo strano, ossessionato da mille fissazioni e paure ma sempre irresistibilmente attratto dall'ignoto, dalla diversità. Lo sa bene Paolo Cagnan, viaggiatore insaziabile pronto a tutto, ma "con tutti i posti che ci sono, proprio in Siberia?" si chiede appena messo piede sui famosi vagoni della Transiberiana.
(Corriere della Sera)

Con tutti i posti che ci sono è un libretto agile e divertente che unisce i generi del diario di bordo, dell'avventura e dell'esplorazione a considerazioni di natura antropologica
(booksblog)

martedì 8 dicembre 2009

La grandeur sovietica


Come in un fantasy - Cimitero di Novodevichy,Mosca